extremely loud and incredibly close
Camilla, diciotto.


I moleskine impilati a decine sulla scrivania, la mia macchina fotografica che amo più di quanto le persone potranno mai capire,
i corridoi di scuola illuminati nelle giornate di pioggia autunnale , i colorifici, l'ikea, il profumo del temporale, il verde scuro, scolare la pasta, gli chignon disordinati che non posso più fare da quando ho tagliato i capelli, leggere, il suono del basso nei locali, volere poter chiamare il tuo scrittore preferito quando sei triste e sfogarti con lui perchè con quel libro è come se ti avesse letta dentro, Battisti,
il suono dello scatto dell'analogica, i capelli tirati indietro dai ray-ban, le persone che portano l'orologio, la pelle che profuma di sole, amèlie, i nomi stranieri,
il fruscio degli lp, la musica indie-rock, la parola "scarlatto", la carta da spolvero per gli schizzi, la nebbia, le metropolitane, la luce delle cinque.


Occhi. Quei maledetti occhi mi fottevano sempre. Ci facevo l'amore solo a guardarli. (Charles Bukowski)


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